TourdeForce – Vargtimmar | Review by Archeo-Futurismi

“Vargtimmar”, in svedese “Le ore del lupo”, è il titolo del nuovo album di TourdeForce, progetto synth di Christian Ryder, talentoso artista di Bergamo. Si tratta del terzo e ultimo atto della sua “trilogia della rabbia” iniziata nel 2014 con “Jedem Das Seine” e proseguita nel 2018 con “Very Industrial People”. Il titolo del lavoro s’ispira al celebre film di Ingmar Bergman, “Vargtimmen” (“L’ora del lupo”, 1968) e certe atmosfere, proprie dei film del regista svedese, qui trovano la messa in forma attraverso un’elettronica eclettica, capace di passare con disinvoltura dall’electro-wave al synth/future-pop, ma sempre con una propria identità e cifra stilistica ben riconoscibile. L’album, pubblicato per Space Race Records, segna un ulteriore passo avanti per la creatura elettronica di Ryder.

TourdeForce mantiene nei suoi testi una forte visione critica rispetto a una società sempre più ostaggio di forme pervasive e assurde di controllo sociale e biopolitico. Ad esempio, brani come “Le Dernier Des Bellini”, “Nemo Propheta in Patria” e “For Our Lost Empire” si muovono tra distopia e synth pop, mantenendo un fascino retro-futurista come antidoto alla corruzione estetica di una contemporaneità anestetizzata e censurata nei suoi aspetti più vitalisti. Dalla provincia dell’impero occidentale, ormai in piena decadenza, le gemme elettro-pop di TourdeForce risplendono alte nel firmamento.

Nell’album vi è anche una componente electro-industrial più aggressiva che ha il suo sfogo in “A Hero For His Son”, “You Ass Rah ‘El” e nell’ottima “The Great Replacement”, traccia dedicata ad un’Europa che rischia di scomparire. Del resto, come ha notato qualcuno, la copertina dell’album rievoca il triste caso dell’omicidio di Elin Krantz, giovane ragazza svedese di soli 27 anni stuprata e picchiata a morte nel settembre del 2010 da un immigrato etiope di nome Ephrem Yohannes. In seguito, il corpo di Elin venne trovato nudo straziato in un bosco a Göteborg, abbandonato come una bambola rotta tra i rami degli alberi e le rocce. L’ora del lupo nel folklore svedese è proprio il momento in cui molte persone muoiono, ma anche l’ora funesta dell’insonnia e del tormento. Oramai, sembra suggerire Ryder attraverso il titolo del suo album, dall’ora (“Vargtimmen”) si è passati alle ore (“Vargtimmar”).

Altro pezzo forte dell’album è l’ottima cover electro/post punk dei Death June, quella pionieristica “Heaven Street” che qui diventa significativamente “Nowhere Street”. Qui Ryder riesce a cogliere bene lo spirito iconoclasta della band inglese aggiornandola al mondo contemporaneo ed alle sue paranoie. Non è l’unica cover presente nell’album: troviamo anche “For Our Lost Empire” del gruppo electro/future-pop finlandese Impakt! e “Ich Vermisse Dich” degli Sleipnir, band RAC tedesca. Quest’ultima cover nella versione di TourdeForce si avvale della bella voce di Jacqueline Wilson.
Da segnalare anche l’ottima “I Am Providence”, ottimo omaggio synth al grande scrittore americano H.P.Lovecraft, e la divertente “Hey Julie” che ricorda certe commistioni sonore urbane anni Ottanta.

TourdeForce con “Vargtimmar” ha realizzato uno dei migliori dischi electro-synth dell’anno, non solo a livello italiano ma internazionale, un altro album coraggioso e fuori dal coro che merita di essere apprezzato in Patria come all’estero.

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