TourdeForce – Jedem Das Seine | Review by Darkroom magazine

Ci sono voluti più di quattro anni per poter stringere fra le mani il successore di “Colours In Life”, ma alla fine Christian Ryder, assolti gli impegni con gli altri suoi godibili progetti Porta Vittoria e Consenso, è riuscito a portare a termine la missione. Rimasto praticamente solo al comando (salvo che per qualche piccolo apporto esterno), e quindi senza più poter contare né sulla voce di Roberta Bergamini, né sulla chitarra di Max Raiden, il Nostro ha saputo riprendere in mano la sua creatura nel migliore dei modi, impegnandosi con risultati apprezzabili anche dietro al microfono. “Jedem Das Seine”, felice risultanza di tali sforzi, è un lavoro che non mancherà di scatenare reazioni più o meno scomposte (come pare sia peraltro già accaduto) per via dei suoi contenuti forti, sia a livello grafico – nell’elegante digipack completo di booklet – che di testi, con questioni spinose legate ai fasti della Seconda Guerra Mondiale che, semmai, approfondiremo in altra sede. In questa, invece, preferiamo concentrarci sui contenuti musicali, sempre legati per ispirazione agli anni ’80 e ad un synthpop che mostra i muscoli a suon di bassline poderose che irradiano un groove coinvolgente, con una chitarra meno presente ma non certo sparita, sempre utile ad aggiungere quel tocco in più che già caratterizzava la precedente prova. In un lavoro dove non manca la varietà di soluzioni, a colpire maggiormente nel segno sono momenti come la scattante “History Is Written By The Winners”, l’altrettanto groovy “Adolf Hitler Platz”, una “Human Geometries” dal taglio più scuro, la più radiosa e melodica “The Last Hope For Europe” e soprattutto “The Time-Music Of Quasars”, solida, magnificamente arrangiata e capace di una classe ascrivibile a gente del calibro dei Covenant, tanto per intenderci. Tutti indicatori di un lavoro riuscito e ben assortito, che dopo una lunga serie di tracce vuote di pochi secondi ciascuna giunge al brano n. 88 (tanto per restare in linea con la volontà di pungolare gli scomposti di cui sopra!): una sorprendente e splendidamente riuscita cover in salsa EBM primi anni ’90 di “Decrepitude”, song appartenente al repertorio dell’icona black metal Varg Vikernes/Burzum, riletta per l’occasione da Christian con grande intelligenza. Tanta attesa, ma alla fine una conferma: TourdeForce è un progetto di valore e di contenuti che, nel marasma di un’elettronica più melodica in perenne ricerca del singolo di facile presa, si distingue non solo per un approccio intellettualmente più onesto, ma anche e soprattutto per il coraggio di essere una voce fuori dal coro. Quanto basta per caldeggiare almeno un doveroso ascolto ad “un disco onesto”, per dirla coi Consenso.

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