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Zero-EQ – Fall (e.p.) | Review by Darkroom Magazine

Nati come duo nel 2003 in quel di Roma, gli Zero-EQ hanno iniziato a fare sul serio solo nel 2009, allorquando una loro traccia composta “solo per divertimento” (“Violence – Proto Version”) si è imposta all’attenzione della scena electro indipendente. L’album d’esordio “Bugged Karma” è uscito nel 2012 per la ben nota label americana A Different Drum, a testimonianza di come il synthpop dell’act italico abbia raccolto consensi a livello internazionale, e la qualità di tale disco, senza dubbio ben riuscito, ha fatto il resto.

Dopo il singolo del 2012 “Halloween Inside” gli Zero-EQ sono divenuti un trio, e col nuovo assetto hanno replicato lo scorso anno con “Enemy”, altra buona anticipazione dei contenuti del prossimo full-length. Ma prima di saggiare il secondo album dei Nostri, la Space Race Records (divisione della più nota EK Product) mette in commercio questo buon EP, racchiuso in un essenziale quanto gradevole digipack e contenente cinque nuove tracce, cui si aggiungono quattro remix. Il synthpop maturo e sicuro delle proprie potenzialità già mostrato col debut è la strada maestra sulla quale proseguire, come dimostrano da subito due episodi ben costruiti e dal groove presente ma moderato come “Erase” e “Never Let You In”, dotati del carisma che già conosciamo alla band.

Il groove non manca mai nel songwriting del combo capitolino, che si tratti del ritmato up-tempo “The Fall” o del mid-tempo “Negative Changes” (che si fregia di un bel refrain), ma la chitarra di Phenix emerge con forza solo nella solida e più spigolosa “Inside My Head”, highlight del dischetto. Non trascendentali i remix (curati per lo più da colleghi di casa Space Race/EK Produkt), ma comunque apprezzabili: Retrogramme infonde ulteriore groove a “The Fall”, i Public Domain Resource rendono più acida “Erase” ed i Klonavenus più ballabile e club-friendly “Enemy”, ma il meglio lo danno i Lost Reality, unica band ‘non di casa’ che si distingue per una buona e scura ricostruzione di “Halloween Inside”.

Se vi foste persi “Bugged Karma”, questo EP vi tornerà utile per scoprire le qualità di un progetto con le carte in regola per dire la propria in ambito synthpop.

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