We The North / TourdeForce | Review by Darkroom Magazine

We The North / TourdeForce | Review by Darkroom Magazine

By Roberto Alessandro Filippozzi | 31 Gennaio 2019 | 


La italo-svedese Space Race mette sul mercato uno split EP di qualità che rinsalda questa sua precisa dualità logistica, coinvolgendo da un lato una realtà consolidata della scena italiana come i TourdeForce di Christian Ryder, e dall’altro un nome emergente del sempre rigoglioso panorama svedese come We The North, creatura artistica di quel Johan Hansson già noto in passato per i lavori pubblicati come Cyanide ed Unitary.

Il dischetto, racchiuso in un elegante digisleeve apribile, viene equamente diviso fra i due progetti, che propongono tre brani a testa (con un pezzo già noto per ciascuno), cui se ne aggiunge uno realizzato in regime di cooperazione. Apre We The North, nel suo classico stile synthpop elegante e di classe definito ‘nordic noir’, che con le inedite “Spell” e “Violet” piazza subito due colpi vincenti: particolarmente affine al pop elettronico degli 80s la prima, più groovy ed intensa la seconda, entrambe costruite abilmente per approdare a refrain efficaci e di buon gusto. L’incisiva e più moderna “Never Alone” è il medesimo brano che abbiamo apprezzato sul secondo album di WTN “Unhealing” a fine 2017, mentre “Understand Me”, song già apparsa sia sul primo EP del progetto “Endemic” – comprendente guarda caso anche un remix del pezzo targato TdF – che sul debut album “Dayblind” (entrambi del 2016), è l’atto collaborativo di cui sopra ove l’apporto di Christian spinge con decisione verso il future-pop più animato, per una versione squisitamente ‘pompata’.

La porzione firmata TdF si apre con l’inedito “The Last Song”, in cui Christian mostra una volta in più la sua abilità nel tingere di wave anche il future-pop più vorticoso; la già nota “New Sex Order”, dall’album dello scorso marzo “Very Industrial People”, viene proposta in un edit più snello, mentre il finale riserva una di quelle vere e proprie sorprese che ci si può aspettare da un progetto sagace come quello lombardo: una cover in una sfrenata chiave dance di “Tansume”, brano appartenente al repertorio della Moranbong Band, gruppo nord-coreano di sole ragazze formato nel 2012 con personale selezionato nientemeno che dal supremo leader Kim Jong-un!

Tanto materiale di qualità che conferma quanto di buono è stato detto in passato sui suoi protagonisti, in un EP che di certo farà gola ai seguaci di ambedue gli act.

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