SUBSCRIBE TO THIS FEED

Public Domain Resource – Six Years | Review by Darkroom magazine

Ad un anno e mezzo dal valido album d’esordio “Dead Surface” tornano i PDR, duo bergamasco di recente formazione ma con alle spalle un background che affonda negli anni ’80. Quel suono retrò in bilico fra synthpop ed EBM anni ’80/’90 apprezzato nel debut si colora oggi di un’intensità tutta nuova: i ritmi sono più solidi così come le melodie sono più potenti, ed in un quadro nettamente più efficace sotto ogni punto di vista non è da meno la prova vocale, molto più completa e convincente rispetto al passato.

Tutti segnali di una forte consapevolezza dei propri mezzi raggiunta dai Nostri, ormai pienamente affiatati e capaci di prodursi in ben 14 brani tutti di buon livello, a testimonianza della grande compattezza raggiunta sia a livello di scrittura che nella delicata fase di arrangiamento. Sinuosi e carichi di un groove che seduce, i nuovi brani hanno tutti quel qualcosa che li eleva dagli standard, che sia una melodia vincente piuttosto che un refrain impeccabile o un beatwork incisivo e ricercato, dalla suadente e penetrante opener “White Cloud” al trascinante e carismatico atto finale “Bombs Instead Of Songs”. Talvolta più inclini al synthpop (la fascinosa “Laconia”, l’emozionale “Irish Soldier” e la raffinata “The Breath – Kyoshi’s Return To Hiroshima”), altre volte più muscolarmente EBM (l’incisiva “Das Boot”, la vorticosa “Our Widows”), i due colpiscono con un songwriting ricco di varianti poste in essere con personalità, dall’intensa e sofferta “Kill Rolf, Kill!” al pathos profuso dalla drammatica “The Sergeant And The Snow”, passando per una più rilassata “Warm Frost” che si fregia di vocals decisamente moderne – finanche in odore di hip-hop! – ed evolve verso sentori dubstep davvero intriganti.

Un lavoro decisamente completo e ben prodotto che probabilmente avrebbe funzionato ancora meglio se snellito di un paio di episodi, ma che in ogni caso colpisce per la rapida crescita qualitativa del duo, che sembra aver davvero imboccato la strada giusta. Confezione digipack essenziale per un’opera dedicata ai 71 milioni di morti nei sei anni del secondo conflitto mondiale.

Darkroom magazine