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Lost Reality – Fleeting Awareness | Review by Flux webzine

Anche l’Italia collabora alla scena synth pop / electro rock con il duo (ma che nel 2015 diventerà un trio) Lost reality composto da Garmo e da Kaos K, qui al loro secondo album, Fleeting Awareness, per la Space Race Records, il lato più melodico della EK Product. Il duo propone, infatti, un interessante mix tra synth pop moderno ed electro rock che spesso rievoca l’evoluzione moderna degli inglesi Depeche mode. Il duo non è però un clone e lo dimostra grazie ad una cura melodica tutta italiana e ad un immaginario romantic di sicura presa.

L’intro affidata a “On the Moon” recupera lontani vagiti industriali che sfociano poi in un asciutto electro rock su cui si stagliano le linee vocali del cantante che, più che gli inglesi, fa pensare anche a Ville valo. Segue la ballad semi-pianistica “What Remains”, molto debitrice dei già citati Depeche, lenta, calda e sentita, attraversata da chitarre leggere, motivi pianistici e inserti elettronici e lo stesso può essere detto, ad eccezione dei sentori pianistici, per il brano successivo. Segue la marziale e cinematica “Unknown” caratterizzata da un tempo da colonna sonora e l’altrettanto ben riuscita “If you want to change”. Anche qui le chitarre guidano pian piano l’ascoltatore alternando il ritmo a stacchi pianistico-ambient, il tutto corredato dai soliti inserti elettronici di sottofondo.

7 p.m. è un’altra ballad pianistica che poi esplode in un rock orchestrale, quasi una liberazione dallo stato di riflessione nel quale il protagonista della storia è inizialmente immerso. Nella successiva “Lightless box”, invece, l’elettronica è un elemento ben più presente e trascinante e caratterizza fortemente l’andatura del brano. Si prosegue con gli ultimi tre episodi: “Among the stars” è un altro brano electro rock stavolta dai tratti sinfonici e dai suoni distanti e quasi eterei, “Perfect passion” recupera l’energia electro rock anche tramite gli inserti vocali femminili simil-rap e, infine, la title track possiede anch’essa una progressione ritmica marziale e cinematica e, allo stesso tempo, un grande senso della melodia caratterizzata da note pianistiche che ne accresce la carica patemica. Le vocals femminili aiutano anch’esse, all’interno del ritornello, in questo processo di enfatizzazione e di espressione della sensibilità. Si tratta dell’episodio migliore.

In definitiva, Fleeting Awareness è una prova discreta, a tratti derivativa ma di sicura presa sul pubblico alternativo di un certo tipo. Il secondo album dei Lost reality è un buon lavoro, ma i nostri dovranno cercare maggiormente una propria via e un proprio percorso lontano dai binari precostruiti del genere, i Depeche mode in primis. In bocca al lupo!